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Efficienza Energetica: risparmiare è d’obbligo!

L’efficienza è l’obiettivo a cui dovrebbe mirare chiunque conduca un’attività. L’efficienza energetica, oltre che un buon proposito, è un obbligo sancito dal Decreto Legge del 10 febbraio 2014. Vediamo cosa impone la legge al riguardo.

 

White economy, riduzione dei consumi, efficienza energetica, programma 20-20-20, l’approccio all’argomento dell’efficienza energetica per gli impianti di condizionamento industriale è molto confusionario e la quantità di articoli presenti sul web spesso contribuisce a confondere le idee.  In realtà la questione è decisamente più semplice di quanto possa apparire, una volta fatte le dovute premesse. Il primo punto da chiarire è la differenza tra “risparmio energetico” ed “efficienza energetica”. Il risparmio energetico, come suggerisce la parola, consiste nella riduzione degli sprechi, nel taglio dei consumi, anche prevedendo eventuali rinunce relative alle finalità per le quali si impiega energia. L’efficienza energetica invece presuppone il raggiungimento dello stesso risultato con un minore dispendio di energie. Va da sé che, ottimizzando le risorse energetiche, si ottiene un risparmio in termini economici oltre che un minore impatto sull’ambiente; l’efficienza energetica è quindi un ideale da perseguire, sia per condurre un’attività in modo virtuoso e intelligente, sia per rispettare le norme attualmente vigenti.

COSA DICE LA LEGGE AL RIGUARDO?

In ambito europeo la normativa di riferimento è la Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che definisce gli obiettivi da raggiungere entro il 2020. Questa direttiva, meglio conosciuta come Programma 20-20-20, prevede:

  • -20% di emissioni di gas serra
  • +20% di energia proveniente da fonti rinnovabili dei consumi finali (usi elettrici, termici e per il trasporto).
  • +20% di efficienza energetica

L’impegno dell’Unione Europea ha lo scopo di ridurre l’aumento della temperatura globale a un massimo di +2° rispetto all’età preindustriale, con un piano a lungo termine che porterà la riduzione delle emissioni inquinanti a -30% nel 2030 e -50% nel 2050.

In ambito italiano la direttiva europea è stata recepita con il Decreto LGS 102/2014 che definisce gli obblighi normativi di efficienza energetica nell’ambito del condizionamento industriale, indicando inoltre importanti strumenti per incrementare l’efficienza e i consumi. Uno di questi è la cosiddetta Diagnosi Energetica, che consiste nella misurazione dei dati di consumo delle singole attività e la realizzazione di un piano d’intervento specificamente studiato per ogni oggetto dell’analisi, attraverso uno studio tecnico ed economico di tutti i possibili interventi migliorativi. La compilazione del rapporto di efficienza energetica spetta a ditte specializzate, in possesso di tutti i requisiti di legge stabiliti dal Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico datato 22 gennaio 2008 e necessari ad effettuare questo lavoro. Queste ditte agiscono aiutando privati e imprese a realizzare piani e progetti di efficientamento. La ditta incaricata di effettuare il controllo di efficienza energetica ha l’obbligo di compilare il relativo protocollo contestualmente all’esecuzione dei controlli, pena una sanzione pecuniaria che va da 500 a 3.000€

La periodicità dei controlli imposti per l’efficienza energetica di caldaie e condizionatori varia su base regionale ma, in linea di massima, la cadenza è di 4 anni per tutti i dispositivi di climatizzazione estivi con potenza superiore a 10 kW e invernali superiori a 12 kW. L’obbligo di controllo quadriennale vige anche per gli impianti di riscaldamento a GPL o a gas metano con potenza superiore a 100 kW.

Ad ogni modomodo orientare la propria attività verso canoni di efficienza energetica è una scelta conveniente non solo per evitare di incappare in multe molto salate (che saranno sempre più elevate negli anni a venire), ma anche per ottenere un concreto risparmio in termini di costi di attività. Oltre al risparmio, già sufficiente a giustificare un progetto di efficientamento energetico, c’è poi da dire che si possono ottenere numerose tipologie di incentivi dallo stato e dall’Unione Europea per finanziare l’ammodernamento degli impianti. Tra questi i più rilevanti sono le detrazioni fiscali e i Titoli di Efficienza Energetica. Meglio conosciuti come Certificati Bianchi, i Titoli di Efficienza Energetica sono dei titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi energetici a seguito di interventi volti all’efficienza energetica. Un certificato equivale al risparmio di una tonnellata equivalente di petrolio (TEP) e il valore dei certificati bianchi è in continua ascesa. È prevedibile che il loro valore economico continuerà ad aumentare negli anni a venire, è quindi assolutamente consigliabile investire in questo mercato, impegnandosi attivamente a migliorare l’efficienza energetica della propria attività.

 

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