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Impianti di Condizionamento Industriale: Retrofit o Sostituzione?

In un’epoca di crisi economica come quella vissuta negli ultimi anni la scelta di investire sulla sostituzione degli impianti di condizionamento industriale è più che mai impegnativa.

Il retrofit può essere un’alternativa valida ed economica. Vediamo in cosa consiste.

 

La parola “Retrofit” è un vocabolo inglese che significa “ammodernare, aggiornare”, aggiungere nuove funzionalità o tecnologie a un sistema vecchio prolungandone la vita utile. In riferimento al settore del condizionamento industriale, si indicano con questa parola tutti gli interventi di ammodernamento dei macchinari, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei macchinari e di portarli al rispetto le normative anti inquinamento vigenti.

I costi del retrofit rispetto alla sostituzione di un impianto di condizionamento industriale sono generalmente più bassi, anche perché in molti casi non è il macchinario in sé ad essere non a norma, quanto il gas con cui esso viene alimentato.

È il caso di tutti i clorofluorocarburi, più comunemente conosciuti come CFC, che con il Regolamento CE 2037/2000 del Parlamento Europeo e del Consiglio sono stati eliminati in favore di miscele gassose meno dannose per lo strato di ozono.

Stessa sorte è toccata al gas R22, un refrigerante ampiamente utilizzato in macchinari e impianti di condizionamento civile e industriale: con il Regolamento Europeo 1005/29 questo gas non è più utilizzabile né puro né in miscela, neppure se riciclato o recuperato.

Non c’è nessun obbligo riguardo la dismissione delle macchine funzionanti, semplicemente non è più possibile effettuare rabbocchi in caso di riparazioni, né è possibile effettuare ricariche al momento dell’esaurimento di questo gas. In questo caso un’azione di retrofit dei macchinari può essere decisamente più conveniente rispetto alla sostituzione degli stessi: molte aziende si occupano di effettuare le modifiche necessarie a sostituire le miscele refrigeranti nocive con prodotti a norma.

Queste provvedono in genere anche allo smaltimento di tali rifiuti, un’operazione complessa e regolata dalla legge, necessaria a evitare che questi gas vengano dispersi nell’atmosfera nuocendo all’ozono e, di conseguenza, alla salute umana.

l’R22 è stato sostituito dalle miscele R422D e R422A, appositamente studiate per sostituire l’obsoleto gas refrigerante. Il primo può essere impiegato nei grossi impianti di condizionamento, ma è altrettanto utile nei chiller e negli impianti di refrigerazione non a bassa temperatura, mentre il secondo trova impiego nella refrigerazione commerciale a basse temperature.

Questi gas hanno una capacità frigorifera maggiore fino al 15% rispetto all’R22 e temperature di mandata significativamente inferiori, a tutto vantaggio della potenziale durata del compressore. Nell’operazione di retrofit diventa necessario sostituire il dispositivo di espansione, mentre non è necessario sostituire l’olio, perché i nuovi gas sono generalmente compatibili con il vecchio lubrificante.

Esistono anche altri gas utilizzabili in sostituzione dell’R22 con interventi di retrofit relativamente semplici. Tra questi ci sono, ad esempio, il gas R427A, utilizzabile per sia per il condizionamento che per la refrigerazione; il R428A, utilizzabile negli impianti di sola refrigerazione, e il gas R438A, utilizzabile nei chiller con opportune modifiche alla valvola di espansione.

I VANTAGGI DEL RETROFIT

Riassumendo, le operazioni di Retrofit possono essere una valida alternativa alla sostituzione degli impianti di condizionamento industriale, soprattutto quando i macchinari non sono obsoleti ma le leggi in materia di inquinamento li rendono non più a norma.

  1. Il Retrofit permette di aggiornare i propri macchinari perché siano in linea con le normative vigenti. Le normative anti inquinamento sono sempre più stringenti e le multe per chi possiede macchinari non conformi sono sempre più salate. È di fondamentale importanza rispettare le direttive europee in tal senso, ma non per questo è sempre necessario cambiare i macchinari in anticipo rispetto al loro fine vita.
  2. Il retrofit aumento la durata dei macchinari nel tempo, migliorandone l’affidabilità; costituisce inoltre un risparmio economico, grazie ai ridotti costi d’investimento rispetto alla sostituzione dei macchinari.
  3. Grazie al retrofit i macchinari possono lavorare con gas refrigeranti più economici, più efficienti, migliorando l’intero processo e producendo un risparmio che in molti casi ripaga l’intero costo delle operazioni di retrofit.

In definitiva fare retrofit significa fare di necessità virtù, agendo con un criterio economico ed ecologico. È spesso la scelta migliore se si vogliono evitare inutili sprechi, e se si preferisce rinnovare che sostituire.

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