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Impianto di climatizzazione di un ristorante: Come sceglierlo?

Come scegliere il miglior impianto di climatizzazione per il tuo ristorante

5 elementi da tenere in considerazione quando progetti l’impianto di condizionamento del tuo ristorante

Aprire un ristorante è il sogno di molti, ed è un business redditizio, se gestito bene e curato nei particolari. Il clima all’ interno del locale è uno di quei dettagli a cui prestare particolare attenzione, perché può influire in larga misura sul gradimento dei clienti, e soprattutto perché non è una variabile facile da gestire. Sono molti gli elementi che influiscono sulla temperatura all’ interno di un ristorante: il numero di persone presenti, l’illuminazione, i vapori, i macchinari in funzione all’ interno delle cucine e molti altri fattori che rendono davvero complesso il calcolo della potenza necessaria.

In questo articolo troverai cinque punti da tenere in considerazione quando ti dedicherai a progettare l’impianto di climatizzazione di un ristorante:

1) DEFINISCI LA TEMPERATURA IDEALE.

Il primo ragionamento da fare nella progettazione di un impianto è senza dubbio quello sulla temperatura da tenere all’ interno del locale. Di norma, è bene mantenere una temperatura costante di 22°C nel periodo invernale e di 25°C in quello estivo. Il grado di umidità, ovviamente, influisce sulla percezione del calore ed è quindi necessario che sia più basso d’estate (intorno al 30%) e più alto d’inverno (interno al 55%).

2) CONSIDERA I CARICHI TERMICI.

Corrispondono all’ energia necessaria per creare la temperatura desiderata. Va da sé che, nelle ore di pranzo e cena, i carichi termici aumentino considerevolmente. Un buon impianto di climatizzazione di un ristorante dev’ essere progettato per riuscire a mantenere la temperatura desiderata anche nei momenti di maggior carico di lavoro.
Ma qual è quindi la potenza necessaria? Secondo l’ingegner Paolo Bindi, esperto in climatizzazione di strutture commerciali, la potenza necessaria è calcolabile in queste proporzioni: 80W per persona e circa 30-40W per ogni metro quadro di superficie illuminata artificialmente. Attenzione: questo calcolo non vale per la cucina, dove la presenza di cappe e apparecchiature per la cottura modificano il calcolo delle proporzioni.

3) SEPARA L’IMPIANTO DELLE SALE DA QUELLO DELLE CUCINE.

Leggendo il punto 2 di questo articolo avrai intuito che le necessità di climatizzazione della sala sono molto diverse da quelle della cucina. Qui gli elementi da considerare si moltiplicano e, se non si vuole un lavoro approssimato e inefficiente, il calcolo della potenza necessaria va affidato a un termotecnico professionista. Ogni macchinario e ogni fonte di calore presente in cucina influenza la temperatura dell’ambiente, e la presenza della cappa aumenta il fabbisogno dell’impianto di condizionamento.
È quindi fortemente consigliabile tenere separati gli impianti, in primo luogo per scongiurare il pericolo di flussi d’aria incontrollati, poi perché è molto improbabile un impianto progettato per la climatizzazione di una sala sia altrettanto efficiente in cucina, e viceversa.

4) IN CUCINA, SI CAMBIA ARIA!

Un problema da non sottovalutare nella progettazione dell’impianto di climatizzazione in cucina è l’assoluta necessità di garantire un adeguato ricircolo dell’aria. Esistono delle normative da rispettare riguardo l’adeguato livello di aerazione, che tengono conto del volume del locale moltiplicato per un coefficiente associato alla tipologia di locale.
Anche se non esistessero queste norme, sarebbe comunque importante garantire la quantità necessaria per il benessere tuo e dei tuoi dipendenti.
L’aria estratta, ovviamente, deve essere reimmessa, in misura leggermente inferiore a quella estratta, così da tenere il locale cucina in depressione e non permettere la fuoriuscita di odori in altri locali.
Il lavoro della cappa diventa quindi di primaria importanza ed è importante scegliere quella più adatta, e non la più bella! Una scelta saggia potrebbe essere quella di optare per una cappa a compensazione, che fa due lavori in contemporanea: da un lato aspira i fumi e i vapori della cucina, dall’ altro emette aria pulita recuperata dall’ ambiente, consentendo un miglior dissipamento dei fumi e del calore rispetto alla semplice estrazione.

5) ADOTTA SOLUZIONI CHE TI PERMETTONO DI RISPARMIARE

Nel progettare l’impianto di climatizzazione di un ristorante è bene non fermarsi alla soluzione più economica, ma investire su soluzioni che ti permettano di ammortizzare i costi nel tempo e risparmiare sul lungo termine. Opta per un impianto intelligente, che ottimizzi l’energia consumata.
Una scelta consigliabile, ad esempio, è un impianto a ricircolo, che immette nella sala aria aspirata e depurata dai filtri. Non immettendo aria pescata dall’esterno, questa soluzione altera meno la temperatura e c’è meno bisogno di far lavorare il condizionatore. Potresti poi scegliere un impianto con unità esterna dotata di inverter che, trasformata la corrente alternata in corrente continua, la utilizza per alimentare il compressore modulandolo secondo le necessità. Un impianto con inverter, pilotato con una sonda di qualità dell’aria, ottimizza il consumo di energia perché quando la qualità dell’aria è buona il motore lavora al regime minimo, mentre quando la qualità peggiora aumenta di potenza.

Queste sono solo alcune delle cose importanti da tenere in considerazione nella scelta dell’impianto di climatizzazione di un ristorante, una scelta che richiede una progettazione complessa, fatta su misura per le esigenze del tuo locale, e che non lascia spazio all’improvvisazione e al fai-da-te.

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